Impingement della spalla: una minaccia silenziosa
All’inizio si avvertiva solo un dolore pungente durante alcuni esercizi, poi è diventato un dolore persistente, fino a quando il tendine si è strappato. Chi esita troppo a lungo con un impingement rischia gravi danni a lungo termine.
All’inizio si può notare solo un leggero fastidio durante alcuni esercizi, ma col tempo questo può trasformarsi in un dolore continuo, fino a causare danni ai tendini. Ritardare il trattamento di un impingement può portare a gravi danni cronici.
Spesso i sintomi iniziano in modo impercettibile: durante specifici esercizi si avverte dolore alla spalla e la performance fisica si blocca o peggiora. Un sovraccarico della spalla è molto comune nel contesto sportivo. L’ideale è reagire immediatamente a questi segnali, adattando il carico di allenamento e indagando sulle cause del dolore. Purtroppo non sempre accade così. Molti atleti sperano in un miglioramento spontaneo e ricorrono agli antidolorifici senza concedere il riposo necessario alla struttura interessata. Questo porta inizialmente a un sollievo temporaneo, ma col tempo il dolore peggiora, spesso accompagnato da fastidi notturni e progressiva perdita di forza. Solo quando il dolore diventa insopportabile si consulta un medico, che spesso diagnostica la sindrome da impingement, frequentemente associata a infiammazione della borsa sinoviale e danni ai tendini del bicipite o del sovraspinato. La conseguenza è una terapia conservativa complessa o addirittura un intervento chirurgico.
L’anatomia della spalla: un’articolazione complessa
Per comprendere meglio la sindrome da impingement è essenziale conoscere l’anatomia dell’articolazione della spalla. La spalla, un’articolazione a sfera, è composta dall’omero e dalla scapola. È importante notare che non esiste un collegamento osseo diretto tra l’omero e il tronco, ma la stabilità è garantita principalmente da muscoli e legamenti. Questa struttura consente un’eccezionale mobilità. La stabilizzazione è affidata soprattutto ai muscoli della cuffia dei rotatori, supportati da vari legamenti. Queste strutture permettono un movimento stabile e versatile della testa dell’omero nella cavità glenoidea.
Cause e conseguenze dell’impingement
La sindrome da impingement si verifica quando lo spazio tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea si restringe, causando limitazioni nei movimenti e stress sulle strutture articolari. Si distingue tra impingement primario, causato da fattori meccanici come speroni ossei, e impingement secondario, dovuto ad altre cause come rotture della cuffia dei rotatori o infiammazioni della borsa sinoviale. Indipendentemente dalla causa, i sintomi sono dolore, limitazione del movimento e perdita di forza. Tipico è il cosiddetto Painful Arc, un arco doloroso durante l’abduzione del braccio. A lungo termine possono verificarsi rotture dei tendini del sovraspinato e del bicipite. Per la diagnosi si utilizzano spesso esami strumentali e la terapia dipende dal tipo e dalla gravità della lesione.
La prevenzione è la chiave
Per ridurre il rischio di impingement è fondamentale un allenamento mirato della cuffia dei rotatori, in particolare esercizi di rotazione e quelli che rafforzano la parte posteriore della spalla. Allo stesso tempo, gli esercizi che possono ulteriormente restringere l’articolazione devono essere eseguiti con cautela. Anche la conformazione anatomica individuale gioca un ruolo nella tolleranza di certi esercizi. Chi ha naturalmente uno spazio articolare piuttosto ampio e una buona mobilità può spesso eseguire senza problemi esercizi considerati “killer per la spalla” come la pressa dietro il collo o la trazione alla nuca. In generale, però, è consigliabile non sovraccaricare l’articolazione della spalla, che lavora praticamente in ogni esercizio per la parte superiore del corpo ed è continuamente sollecitata in molti sport, assicurandosi che i muscoli stabilizzatori interni e delicati siano allenati allo stesso livello di quelli superficiali come i tre capi del deltoide.
Addio alla routine di allenamento unilaterale
Un rischio significativo per l’articolazione della spalla è rappresentato dalla cosiddetta postura da carico sterno-simfisario, caratterizzata da una marcata cifosi dorsale. Questa condizione si verifica quando i muscoli anteriori del busto sono ipertrofici rispetto a quelli posteriori, causando uno squilibrio posturale e un sovraccarico aggiuntivo delle spalle. In altre parole: concentrarsi costantemente sui muscoli pettorali e anteriori della spalla, trascurando i muscoli stabilizzatori – una pratica spesso definita come “discopump” – comporta un alto rischio di sviluppare la sindrome da impingement. A ciò si aggiungono errori di esecuzione, in particolare la mancata retrazione delle scapole, cioè il ritrarre attivamente le scapole durante esercizi come la panca piana, che peggiora ulteriormente il problema. Una buona notizia per gli amanti dell’allenamento del bicipite: questo può avere un effetto positivo, contribuendo a scaricare l’articolazione della spalla.
Cercare una consulenza professionale precoce
Prendersi cura della salute della propria spalla non è importante solo per gli sportivi seri. Lo stile di vita quotidiano, caratterizzato da lunghe ore in posizione seduta con le braccia proiettate in avanti – una postura tipica di chi lavora regolarmente alla scrivania – e frequenti movimenti sopra la testa, può stressare l’articolazione della spalla. È quindi essenziale lavorare attivamente per migliorare la postura e rafforzare miratamente le zone muscolari indebolite. Se si avvertono dolori alla spalla, è fondamentale non continuare ad allenarsi nonostante il dolore. Un primo passo può essere l’allenamento mirato dei muscoli del bicipite e della cuffia dei rotatori per contrastare il naturale, ma eccessivo in questo contesto, restringimento dell’articolazione della spalla. Tuttavia, si raccomanda vivamente di consultare tempestivamente uno specialista per identificare la causa esatta del disturbo. Mentre un’infiammazione della borsa sinoviale di solito si cura in modo relativamente semplice e rapido, le rotture dei tendini del sovraspinato o del bicipite sono problemi molto più complessi che possono richiedere trattamenti lunghi e causare significative interruzioni nell’allenamento.

